Ma è vero che la natura “non si è accorta di niente”? Guardare per (non) credere alle rassicurazioni del Direttore del Parco

Il 19 agosto Alessandro Spinelli ha effettuato un primo, rapido sopralluogo dopo la riapertura della Tenuta per la valutazione di quanto avvenuto, in preparazione del primo sopralluogo collettivo di domenica 24 agosto. Ecco il suo resoconto, costituito per l’essenziale dal commento di diverse, eloquenti immagini: cliccandole se ne può vedere una copia di maggior dettaglio.

 

Viste le dichiarazioni del Direttore del Parco naturale San Rossore Migliarino Massaciuccoli secondo il quale la “natura di San Rossore non si è accorta di niente” ecco alcune  immagini  che dimostrano esattamente il contrario.

Foto 1-7 – Aspetti attuali della zona occupata dal sotto campo n°5 (tra la chiesa e le piste di allenamento). Appaiono evidenti i danni provocati dalla falciatura, dal calpestio e dal transito di mezzi a motore di grosse dimenzioni. Il giuncheto nonostante le assicurazioni date in più occasioni non è stato  risparmiato.

    

     

Foto 8-11 – Della copertura vegetale della zona prospicente il vecchio campo sportivo trasformato in deposito mezzi e materiali preticamente non si è salvato niente. Gran parte della superficie sembra essere desertificata.In questa zona erano presenti svariati nidi di gruccione alcuni dei quali addirittura censiti dal parco che aveva evitato in un primo momento che la vegetazione presente nelle immediate vicinanze venisse falciata. Di tutti questi nidi oggi non si rileva nessuna traccia.

     

 Foto 12-14 – Il continuo calpestio e il passaggio di mezzi non ha risparmiato le tane dei conigli selvatici che sono state ricoperte dalla sabbia.

     

Foto 15-20 – Sotto campo a Cascine nuove. Qui la situazione è ancora,se possibile,più drammatica. La distruzione del manto vegetale ha trasformato questa parte dei cotoni in un deserto sabbioso. Anche in questa zona erano presenti sia tane di coniglio che nidi di gruccione che adesso sono scomparsi e non certo, come qualcuno ha affermato, a causa della naturale predazione delle volpi.

     

     

Foto 21-22 – La zona in questione era in gran parte interessata da una estesa e fitta copertura di licheni. Nella foto 22 si vede come i licheni all’interno di un piccolo recinto posizionato dal parco per lo studio dell’impatto ambientale si siano mantenuti mentre nell’immagine successiva ci mostra  come in tutto il resto del prato i licheni siano stati ridotti.

  

Foto 23-26 – Anche la pineta limitrofa al suddetto sotto campo ha avuto la sua parte di attenzione. Eppure era stato assicurato (ultima conferenza dei servizi)che nella pineta non si sarebbe fatto nessun tipo di attività.

     

Foto 27- Un contenitore cilindrico senza fondo posizionato nel campo all’inizio dell’attendamento ci permette di vedere come era,in quel punto, la copertura vegetale e di comparare la situazione con la parte non protetta.La differenza è più che evidente.

Queste immagini riguardano solamente una parte molto ridotta dello spazio occupato dalla “città delle tende” il resto rimane da indagare e per questo rivolgo a tutti, ancora una volta, l’invito ad essere presenti domenica prossima (24 agosto) alle ore 9,30 alla chiesa di San rossore per continuare insieme questa ricognizione.

Credo che ne vedremo delle belle nonostante il fatto che “la natura di San Rossore  non sia sia accorta di niente”.

Alessandro spinelli

Annunci