L’appello dei 400

Il 17 aprile 2014 viene reso noto un appello di cittadini, studiosi, esponenti del mondo della cultura e dell’ambientalismo che chiede lo spostamento della route in un’area diversa del Parco, visto il suo prevedibile impatto ambientale.

Questo è il testo dell’appello:

La lettura – e rilettura – delle 74 pagine dello “Studio di incidenza” proposto dall’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani per poter giustificare un raduno nazionale in San Rossore, previsto per il mese di agosto, provoca a chi scrive non tanto una sensazione di sgomento ma uno stato di vero allarme per quanto riguarda l’opportunità di tale manifestazione in un luogo che, caro ai Pisani e ai Toscani – e non solo – per la sua storia granducale, poi reale e quindi repubblicana, rischia danni e alterazioni ambientali forse non irreversibili ma certo non riparabili in pochi anni.

Il documento intitolato “Studio di Incidenza” merita qualche commento, visto che ben pochi ne sono a conoscenza e che lo stesso Comitato Scientifico del Parco Regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli non risulta essersi espresso, come prevedono le norme, al proposito.

La procedura per la valutazione di un progetto, di un piano, o di interventi che potrebbero compromettere la qualità ambientale di un sito della Rete Natura 2000, prevista dalla Direttiva comunitaria Habitat, recepita a livello nazionale e dalle leggi toscane per i Siti di Importanza Regionale (SIR), tra i quali San Rossore con il Parco rappresenta una singolarità in termini geomorfologici, biogeografici, storici e culturali ben nota, è obbligatoria.

Quando un SIR ospita habitat naturali o specie definite prioritarie, eventuali interventi che potrebbero rivelarsi distruttivi possono essere effettuati, dopo attenta e rigorosa valutazione, esclusivamente per motivi di tutela della salute o della sicurezza pubblica, previo parere di una Commissione europea.

Esaminiamo i dati del Progetto. Il raduno scout che si svolgerà dal 6 al 10 agosto su 74 ettari di San Rossore, lungo il viale che da Cascine Vecchie porta a Cascine Nuove, prevede: 30.000 (trentamila!) ragazzi tra i 17 e i 21 anni, collocati in 10.000 tende, in cinque “sottocampi” ciascuno di 6000 persone; 2000 adulti in un campo tende per la gestione delle attività connesse alla manifestazione; una piazza di 4000 mq con un presidio sanitario; due palchi (di 10 x 8 e di 6 x 4 mq); un magazzino per i generi alimentari; una segreteria; 1400 (millequattrocento!) servizi igienici di tipo chimico (220 in sei zone), 80 dei quali nell’area centrale, da vuotare due volte al giorno tramite autobotti; 750 docce e 750 lavabi con rete di distribuzione idrica fornita dall’acquedotto comunale (405.000 litri d’acqua ogni ora, in agosto!), con scarichi nel bosco; un’area di 5 ettari con una tenso-pagoda per 500 persone; spazi espositivi coperti per mostre, biblioteca, cinema, stampa.

Per la cerimonia di apertura, di chiusura e di una veglia serale verrà montato un palco “di grandi dimensioni” con muri laterali alti 12 metri; fari e altoparlanti collocati sui pini con portata luminosa e sonora di incalcolabile effetto, e tante altre cose ancora. Meno male che non sono previste attività di cucina: i pasti saranno distribuiti da servizi esterni. Le attività di cantieraggio, il montaggio delle strutture, i livellamenti del terreno, la realizzazione delle opere correlate all’evento e al loro smontaggio a fine manifestazione incideranno per 3-4 mesi.

Un sito di importanza regionale (SIR) e comunitaria (SIC), zona di protezione speciale (ZPS), ricco di valori naturalistici, con delicati e fragili equilibri tra storia dell’Uomo e vicende paleo-biogeografiche, con elevatissima biodiversità floristica e faunistica non dovrebbe ospitare simili eventi. Non sono convincenti le argomentazioni conclusive della NEMO (Nature and Environment Management Operators Slr, chiamata a valutare il Progetto), quando l’incidenza sull’integrità degli habitat, che verrebbero lievemente alterati, è classificata non significativa. Nessuna alterazione avrebbe questo raduno sull’integrità della flora, lieve l’alterazione sulla fauna. Insomma le interferenze sugli habitat sarebbero minime. Si vorrebbe poi sapere quali soluzioni mitigative degli impatti degli scarichi, e non solo, in accordo con l’Ente Parco potrebbero essere sostenute per una fattibilità tecnica ed economica che ci sembra francamente inattuabile.

Che in San Rossore sia stato proposto un evento così rilevante, sostenuto da probabili logiche politiche, patetiche se non ipocrite, e da considerazioni di natura commerciale che gli stessi scout dovrebbero contestare, dovrebbe suscitare una risoluta presa di posizione da parte dei cittadini, degli Enti e della Associazioni più sensibili e responsabili. Le aree protette non devono essere asservite a ruoli che non siano quelli previsti dalle leggi, dalle norme e dai fini per i quali sono state delineate. Per i motivi sopra esposti e nella convinzione che la Tenuta di San Rossore non vada trattata né oggi né mai come un semplice parco pubblico, i firmatari di questo documento si appellano al Presidente della Regione Toscana, dott. Enrico Rossi, affinché ritiri la disponibilità della Regione allo svolgimento della manifestazione all’interno della Tenuta.

Si rivolgono inoltre al Presidente del Parco di Migliarino-S.Rossore-Massaciuccoli, dott. Fabrizio Manfredi, al direttore dell’Amministrazione, dott. Andrea Gennai, ai membri del Consiglio di amministrazione, affinché esprimano parere contrario allo svolgimento dell’iniziativa. Consapevoli del fatto che il raduno AGESCI è stato programmato e che il suo iter organizzativo è già avviato, proponiamo che esso possa svolgersi all’interno del territorio del Parco, ma in zone ambientalmente meno fragili della ex Tenuta presidenziale, quali ad esempio le zone agricole della Tenuta di Coltano o quelle poste a lato della strada che da S. Piero conduce a Camp Darby.

La lettura – e rilettura – delle 74 pagine dello “Studio di incidenza” proposto dall’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani per poter giustificare un raduno nazionale in San Rossore, previsto per il mese di agosto, provoca a chi scrive non tanto una sensazione di sgomento ma uno stato di vero allarme per quanto riguarda l’opportunità di tale manifestazione in un luogo che, caro ai Pisani e ai Toscani – e non solo – per la sua storia granducale, poi reale e quindi repubblicana, rischia danni e alterazioni ambientali forse non irreversibili ma certo non riparabili in pochi anni.

Il documento intitolato “Studio di Incidenza” merita qualche commento, visto che ben pochi ne sono a conoscenza e che lo stesso Comitato Scientifico del Parco Regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli non risulta essersi espresso, come prevedono le norme, al proposito.

La procedura per la valutazione di un progetto, di un piano, o di interventi che potrebbero compromettere la qualità ambientale di un sito della Rete Natura 2000, prevista dalla Direttiva comunitaria Habitat, recepita a livello nazionale e dalle leggi toscane per i Siti di Importanza Regionale (SIR), tra i quali San Rossore con il Parco rappresenta una singolarità in termini geomorfologici, biogeografici, storici e culturali ben nota, è obbligatoria.

Quando un SIR ospita habitat naturali o specie definite prioritarie, eventuali interventi che potrebbero rivelarsi distruttivi possono essere effettuati, dopo attenta e rigorosa valutazione, esclusivamente per motivi di tutela della salute o della sicurezza pubblica, previo parere di una Commissione europea.

Esaminiamo i dati del Progetto. Il raduno scout che si svolgerà dal 6 al 10 agosto su 74 ettari di San Rossore, lungo il viale che da Cascine Vecchie porta a Cascine Nuove, prevede: 30.000 (trentamila!) ragazzi tra i 17 e i 21 anni, collocati in 10.000 tende, in cinque “sottocampi” ciascuno di 6000 persone; 2000 adulti in un campo tende per la gestione delle attività connesse alla manifestazione; una piazza di 4000 mq con un presidio sanitario; due palchi (di 10 x 8 e di 6 x 4 mq); un magazzino per i generi alimentari; una segreteria; 1400 (millequattrocento!) servizi igienici di tipo chimico (220 in sei zone), 80 dei quali nell’area centrale, da vuotare due volte al giorno tramite autobotti; 750 docce e 750 lavabi con rete di distribuzione idrica fornita dall’acquedotto comunale (405.000 litri d’acqua ogni ora, in agosto!), con scarichi nel bosco; un’area di 5 ettari con una tenso-pagoda per 500 persone; spazi espositivi coperti per mostre, biblioteca, cinema, stampa.

Per la cerimonia di apertura, di chiusura e di una veglia serale verrà montato un palco “di grandi dimensioni” con muri laterali alti 12 metri; fari e altoparlanti collocati sui pini con portata luminosa e sonora di incalcolabile effetto, e tante altre cose ancora. Meno male che non sono previste attività di cucina: i pasti saranno distribuiti da servizi esterni. Le attività di cantieraggio, il montaggio delle strutture, i livellamenti del terreno, la realizzazione delle opere correlate all’evento e al loro smontaggio a fine manifestazione incideranno per 3-4 mesi.

Un sito di importanza regionale (SIR) e comunitaria (SIC), zona di protezione speciale (ZPS), ricco di valori naturalistici, con delicati e fragili equilibri tra storia dell’Uomo e vicende paleo-biogeografiche, con elevatissima biodiversità floristica e faunistica non dovrebbe ospitare simili eventi. Non sono convincenti le argomentazioni conclusive della NEMO (Nature and Environment Management Operators Slr, chiamata a valutare il Progetto), quando l’incidenza sull’integrità degli habitat, che verrebbero lievemente alterati, è classificata non significativa. Nessuna alterazione avrebbe questo raduno sull’integrità della flora, lieve l’alterazione sulla fauna. Insomma le interferenze sugli habitat sarebbero minime. Si vorrebbe poi sapere quali soluzioni mitigative degli impatti degli scarichi, e non solo, in accordo con l’Ente Parco potrebbero essere sostenute per una fattibilità tecnica ed economica che ci sembra francamente inattuabile.

Che in San Rossore sia stato proposto un evento così rilevante, sostenuto da probabili logiche politiche, patetiche se non ipocrite, e da considerazioni di natura commerciale che gli stessi scout dovrebbero contestare, dovrebbe suscitare una risoluta presa di posizione da parte dei cittadini, degli Enti e della Associazioni più sensibili e responsabili. Le aree protette non devono essere asservite a ruoli che non siano quelli previsti dalle leggi, dalle norme e dai fini per i quali sono state delineate. Per i motivi sopra esposti e nella convinzione che la Tenuta di San Rossore non vada trattata né oggi né mai come un semplice parco pubblico, i firmatari di questo documento si appellano al Presidente della Regione Toscana, dott. Enrico Rossi, affinché ritiri la disponibilità della Regione allo svolgimento della manifestazione all’interno della Tenuta.

Si rivolgono inoltre al Presidente del Parco di Migliarino-S.Rossore-Massaciuccoli, dott. Fabrizio Manfredi, al direttore dell’Amministrazione, dott. Andrea Gennai, ai membri del Consiglio di amministrazione, affinché esprimano parere contrario allo svolgimento dell’iniziativa. Consapevoli del fatto che il raduno AGESCI è stato programmato e che il suo iter organizzativo è già avviato, proponiamo che esso possa svolgersi all’interno del territorio del Parco, ma in zone ambientalmente meno fragili della ex Tenuta presidenziale, quali ad esempio le zone agricole della Tenuta di Coltano o quelle poste a lato della strada che da S. Piero conduce a Camp Darby.

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La lettura – e rilettura – delle 74 pagine dello “Studio di incidenza” proposto dall’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani per poter giustificare un raduno nazionale in San Rossore, previsto per il mese di agosto, provoca a chi scrive non tanto una sensazione di sgomento ma uno stato di vero allarme per quanto riguarda l’opportunità di tale manifestazione in un luogo che, caro ai Pisani e ai Toscani – e non solo – per la sua storia granducale, poi reale e quindi repubblicana, rischia danni e alterazioni ambientali forse non irreversibili ma certo non riparabili in pochi anni.

Il documento intitolato “Studio di Incidenza” merita qualche commento, visto che ben pochi ne sono a conoscenza e che lo stesso Comitato Scientifico del Parco Regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli non risulta essersi espresso, come prevedono le norme, al proposito.

La procedura per la valutazione di un progetto, di un piano, o di interventi che potrebbero compromettere la qualità ambientale di un sito della Rete Natura 2000, prevista dalla Direttiva comunitaria Habitat, recepita a livello nazionale e dalle leggi toscane per i Siti di Importanza Regionale (SIR), tra i quali San Rossore con il Parco rappresenta una singolarità in termini geomorfologici, biogeografici, storici e culturali ben nota, è obbligatoria.

Quando un SIR ospita habitat naturali o specie definite prioritarie, eventuali interventi che potrebbero rivelarsi distruttivi possono essere effettuati, dopo attenta e rigorosa valutazione, esclusivamente per motivi di tutela della salute o della sicurezza pubblica, previo parere di una Commissione europea.

Esaminiamo i dati del Progetto. Il raduno scout che si svolgerà dal 6 al 10 agosto su 74 ettari di San Rossore, lungo il viale che da Cascine Vecchie porta a Cascine Nuove, prevede: 30.000 (trentamila!) ragazzi tra i 17 e i 21 anni, collocati in 10.000 tende, in cinque “sottocampi” ciascuno di 6000 persone; 2000 adulti in un campo tende per la gestione delle attività connesse alla manifestazione; una piazza di 4000 mq con un presidio sanitario; due palchi (di 10 x 8 e di 6 x 4 mq); un magazzino per i generi alimentari; una segreteria; 1400 (millequattrocento!) servizi igienici di tipo chimico (220 in sei zone), 80 dei quali nell’area centrale, da vuotare due volte al giorno tramite autobotti; 750 docce e 750 lavabi con rete di distribuzione idrica fornita dall’acquedotto comunale (405.000 litri d’acqua ogni ora, in agosto!), con scarichi nel bosco; un’area di 5 ettari con una tenso-pagoda per 500 persone; spazi espositivi coperti per mostre, biblioteca, cinema, stampa.

Per la cerimonia di apertura, di chiusura e di una veglia serale verrà montato un palco “di grandi dimensioni” con muri laterali alti 12 metri; fari e altoparlanti collocati sui pini con portata luminosa e sonora di incalcolabile effetto, e tante altre cose ancora. Meno male che non sono previste attività di cucina: i pasti saranno distribuiti da servizi esterni. Le attività di cantieraggio, il montaggio delle strutture, i livellamenti del terreno, la realizzazione delle opere correlate all’evento e al loro smontaggio a fine manifestazione incideranno per 3-4 mesi.

Un sito di importanza regionale (SIR) e comunitaria (SIC), zona di protezione speciale (ZPS), ricco di valori naturalistici, con delicati e fragili equilibri tra storia dell’Uomo e vicende paleo-biogeografiche, con elevatissima biodiversità floristica e faunistica non dovrebbe ospitare simili eventi. Non sono convincenti le argomentazioni conclusive della NEMO (Nature and Environment Management Operators Slr, chiamata a valutare il Progetto), quando l’incidenza sull’integrità degli habitat, che verrebbero lievemente alterati, è classificata non significativa. Nessuna alterazione avrebbe questo raduno sull’integrità della flora, lieve l’alterazione sulla fauna. Insomma le interferenze sugli habitat sarebbero minime. Si vorrebbe poi sapere quali soluzioni mitigative degli impatti degli scarichi, e non solo, in accordo con l’Ente Parco potrebbero essere sostenute per una fattibilità tecnica ed economica che ci sembra francamente inattuabile.

Che in San Rossore sia stato proposto un evento così rilevante, sostenuto da probabili logiche politiche, patetiche se non ipocrite, e da considerazioni di natura commerciale che gli stessi scout dovrebbero contestare, dovrebbe suscitare una risoluta presa di posizione da parte dei cittadini, degli Enti e della Associazioni più sensibili e responsabili. Le aree protette non devono essere asservite a ruoli che non siano quelli previsti dalle leggi, dalle norme e dai fini per i quali sono state delineate. Per i motivi sopra esposti e nella convinzione che la Tenuta di San Rossore non vada trattata né oggi né mai come un semplice parco pubblico, i firmatari di questo documento si appellano al Presidente della Regione Toscana, dott. Enrico Rossi, affinché ritiri la disponibilità della Regione allo svolgimento della manifestazione all’interno della Tenuta.

Si rivolgono inoltre al Presidente del Parco di Migliarino-S.Rossore-Massaciuccoli, dott. Fabrizio Manfredi, al direttore dell’Amministrazione, dott. Andrea Gennai, ai membri del Consiglio di amministrazione, affinché esprimano parere contrario allo svolgimento dell’iniziativa. Consapevoli del fatto che il raduno AGESCI è stato programmato e che il suo iter organizzativo è già avviato, proponiamo che esso possa svolgersi all’interno del territorio del Parco, ma in zone ambientalmente meno fragili della ex Tenuta presidenziale, quali ad esempio le zone agricole della Tenuta di Coltano o quelle poste a lato della strada che da S. Piero conduce a Camp Darby.

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La lettura – e rilettura – delle 74 pagine dello “Studio di incidenza” proposto dall’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani per poter giustificare un raduno nazionale in San Rossore, previsto per il mese di agosto, provoca a chi scrive non tanto una sensazione di sgomento ma uno stato di vero allarme per quanto riguarda l’opportunità di tale manifestazione in un luogo che, caro ai Pisani e ai Toscani – e non solo – per la sua storia granducale, poi reale e quindi repubblicana, rischia danni e alterazioni ambientali forse non irreversibili ma certo non riparabili in pochi anni.

Il documento intitolato “Studio di Incidenza” merita qualche commento, visto che ben pochi ne sono a conoscenza e che lo stesso Comitato Scientifico del Parco Regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli non risulta essersi espresso, come prevedono le norme, al proposito.

La procedura per la valutazione di un progetto, di un piano, o di interventi che potrebbero compromettere la qualità ambientale di un sito della Rete Natura 2000, prevista dalla Direttiva comunitaria Habitat, recepita a livello nazionale e dalle leggi toscane per i Siti di Importanza Regionale (SIR), tra i quali San Rossore con il Parco rappresenta una singolarità in termini geomorfologici, biogeografici, storici e culturali ben nota, è obbligatoria.

Quando un SIR ospita habitat naturali o specie definite prioritarie, eventuali interventi che potrebbero rivelarsi distruttivi possono essere effettuati, dopo attenta e rigorosa valutazione, esclusivamente per motivi di tutela della salute o della sicurezza pubblica, previo parere di una Commissione europea.

Esaminiamo i dati del Progetto. Il raduno scout che si svolgerà dal 6 al 10 agosto su 74 ettari di San Rossore, lungo il viale che da Cascine Vecchie porta a Cascine Nuove, prevede: 30.000 (trentamila!) ragazzi tra i 17 e i 21 anni, collocati in 10.000 tende, in cinque “sottocampi” ciascuno di 6000 persone; 2000 adulti in un campo tende per la gestione delle attività connesse alla manifestazione; una piazza di 4000 mq con un presidio sanitario; due palchi (di 10 x 8 e di 6 x 4 mq); un magazzino per i generi alimentari; una segreteria; 1400 (millequattrocento!) servizi igienici di tipo chimico (220 in sei zone), 80 dei quali nell’area centrale, da vuotare due volte al giorno tramite autobotti; 750 docce e 750 lavabi con rete di distribuzione idrica fornita dall’acquedotto comunale (405.000 litri d’acqua ogni ora, in agosto!), con scarichi nel bosco; un’area di 5 ettari con una tenso-pagoda per 500 persone; spazi espositivi coperti per mostre, biblioteca, cinema, stampa.

Per la cerimonia di apertura, di chiusura e di una veglia serale verrà montato un palco “di grandi dimensioni” con muri laterali alti 12 metri; fari e altoparlanti collocati sui pini con portata luminosa e sonora di incalcolabile effetto, e tante altre cose ancora. Meno male che non sono previste attività di cucina: i pasti saranno distribuiti da servizi esterni. Le attività di cantieraggio, il montaggio delle strutture, i livellamenti del terreno, la realizzazione delle opere correlate all’evento e al loro smontaggio a fine manifestazione incideranno per 3-4 mesi.

Un sito di importanza regionale (SIR) e comunitaria (SIC), zona di protezione speciale (ZPS), ricco di valori naturalistici, con delicati e fragili equilibri tra storia dell’Uomo e vicende paleo-biogeografiche, con elevatissima biodiversità floristica e faunistica non dovrebbe ospitare simili eventi. Non sono convincenti le argomentazioni conclusive della NEMO (Nature and Environment Management Operators Slr, chiamata a valutare il Progetto), quando l’incidenza sull’integrità degli habitat, che verrebbero lievemente alterati, è classificata non significativa. Nessuna alterazione avrebbe questo raduno sull’integrità della flora, lieve l’alterazione sulla fauna. Insomma le interferenze sugli habitat sarebbero minime. Si vorrebbe poi sapere quali soluzioni mitigative degli impatti degli scarichi, e non solo, in accordo con l’Ente Parco potrebbero essere sostenute per una fattibilità tecnica ed economica che ci sembra francamente inattuabile.

Che in San Rossore sia stato proposto un evento così rilevante, sostenuto da probabili logiche politiche, patetiche se non ipocrite, e da considerazioni di natura commerciale che gli stessi scout dovrebbero contestare, dovrebbe suscitare una risoluta presa di posizione da parte dei cittadini, degli Enti e della Associazioni più sensibili e responsabili. Le aree protette non devono essere asservite a ruoli che non siano quelli previsti dalle leggi, dalle norme e dai fini per i quali sono state delineate. Per i motivi sopra esposti e nella convinzione che la Tenuta di San Rossore non vada trattata né oggi né mai come un semplice parco pubblico, i firmatari di questo documento si appellano al Presidente della Regione Toscana, dott. Enrico Rossi, affinché ritiri la disponibilità della Regione allo svolgimento della manifestazione all’interno della Tenuta.

Si rivolgono inoltre al Presidente del Parco di Migliarino-S.Rossore-Massaciuccoli, dott. Fabrizio Manfredi, al direttore dell’Amministrazione, dott. Andrea Gennai, ai membri del Consiglio di amministrazione, affinché esprimano parere contrario allo svolgimento dell’iniziativa. Consapevoli del fatto che il raduno AGESCI è stato programmato e che il suo iter organizzativo è già avviato, proponiamo che esso possa svolgersi all’interno del territorio del Parco, ma in zone ambientalmente meno fragili della ex Tenuta presidenziale, quali ad esempio le zone agricole della Tenuta di Coltano o quelle poste a lato della strada che da S. Piero conduce a Camp Darby.

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I promotori dell’appello sono Fabio Garbari, Mauro Nozzolini e Alessandro Spinelli e l’appello è firmato da

  1. Direttivo Unione Zoologica Italiana
  2. Consiglio Direttivo Società Botanica Italiana
  3. Collegio Consultivo Società Botanica Italiana
  4. Franco Pedrotti
  5. Fulco Pratesi
  6. Giorgio Nebbia
  7. Francesco Maria Raimondo
  8. Salvatore Settis
  9. Adriano Prosperi
  10. Tiziano Raffaelli
  11. Francesco Gesualdi
  12. Elena Zito
  13. Ettore Pacini
  14. Daniela Ciccarelli
  15. Agostino Della Togna
  16. Irma Nardi
  17. Rita Panattoni
  18. Mauro Del Corso
  19. Flavio Costantini
  20. Paolo Tongiorgi
  21. Paolo Meletti
  22. Luciano Santini
  23. Isa Grilli
  24. Roberto Sindaco
  25. Giuseppe Bogliani
  26. Marco Isaia
  27. Stefania Romoli
  28. Lorenzo Fiore
  29. Elvira Dematthaeis
  30. Laura Geppetti
  31. Giovanni Boano
  32. Giorgio Barsotti
  33. Andrea Corti
  34. Enrico Mazzuoli
  35. Federico Oliveri
  36. Salvatore Buonavoglia
  37. Roberto Balatri
  38. Carlo Galletti
  39. Luigi Moretto
  40. Bruno Innocenti
  41. Cristina Cosci
  42. Antonio Maffei
  43. Nilo di Modica
  44. Luca Baccini
  45. Andrea de Carli
  46. Barbara Giannini
  47. Doretta Cosci
  48. Federico Mazzantini
  49. Antonella Capecchi
  50. Sergio Capecchi
  51. Stefano Spinelli
  52. Fausto Guccinelli
  53. Beatrice Bardelli
  54. Luisella Mori
  55. Carla Nocchi
  56. Massimo Scali
  57. Maurizio Persico
  58. Cinzia Meucci
  59. Giovanna Niccoli
  60. Massimo Duranti
  61. Luigi Piccioni
  62. Elisa Pasqualetti
  63. Paolo Romboli
  64. Giovanni Fascetti
  65. Valentina Prosperi
  66. Leonardo Bertelli
  67. Paolo Mariotti
  68. Alberto Giorgi
  69. Enio Nardi
  70. Guido Moggi
  71. Anna Maria Mercuri
  72. Claudia Perini
  73. Giulia Caneva
  74. Stefano Armiraglio
  75. Salvatore Ragusa
  76. Franca Tommasi
  77. Cinzia Forni
  78. Giuseppina Falasca
  79. Giovanni Cristofolini
  80. Maria Beatrice Bitonti
  81. Nicola Longo
  82. Ignazio Camarda
  83. Lucia Colombo
  84. Anna Laura Pistarino
  85. Chiara Nepi
  86. Lorenzo Cecchi
  87. Cecilia Totti
  88. Marta Mariotti
  89. Consolata Siniscalco
  90. Anna Nocentini
  91. Paolo Cascinelli
  92. Lucia Tomasi Tongiorgi
  93. Luca Ciompi
  94. Enrico Busato
  95. Piermauro Giachino
  96. Marco Demaria
  97. Massimo Meregalli
  98. Massimo Olmi
  99. Eraldo Bocca
  100. Angelo Garanzini
  101. Giorgio Baldizzone
  102. Carla Solaro
  103. Rosanna Piervittori
  104. Claudia Rossato
  105. Alberto Guizzardi
  106. Elena Manea
  107. Bruno Tribaldi
  108. Claudio Pulcher
  109. Alessia Raspagni
  110. Giampiero Reinero
  111. Marco Mucciarelli
  112. Gian Battista Mortrino
  113. Renato Matteucci
  114. Stefano Costa
  115. Lorenza Cerrato
  116. Ivano De Negri
  117. Mauro Bassignana
  118. Estella Barbera
  119. Maurizio Rizzotto
  120. Daniela Bouvet
  121. Giampiero Reinero
  122. Enrica Matteucci
  123. Giovanni Carmignani
  124. Gianfranco Alessandria
  125. Piergiorgio Simonetta
  126. Massimo Salamano
  127. Alessandro Moretti
  128. Raffaello Corsi
  129. Lucia Zullo
  130. Liliana Cristiano
  131. Cesare Borsacchi
  132. Marco Dellacasa
  133. Roberto Dell’Orso
  134. Anna Bossi
  135. Cinzia Morachioli
  136. Elena Fioretti
  137. Domenico Rosselli
  138. Mimmo Renna
  139. Loretta Libertini Bergamo
  140. Laura Poggio
  141. Pierluigi Sommariva
  142. Giusi Rezza
  143. Giulia Masoero
  144. Gruppo Micologico Torinese
  145. Lavinia Latino
  146. Enza Ganzerla
  147. Renzo Caligara
  148. Donatella Basaglia
  149. Luigi Cassulo
  150. Iwona Borus
  151. Silvia Ghidotti
  152. Giorgio Pellegrino
  153. Domenico Rebola
  154. Giuseppina Dallosta
  155. Gianni Repetto
  156. Sara de Angelis
  157. Cristiana Cerrato
  158. Enrica Ferrero
  159. Paola Violino
  160. Irene Vacirca
  161. Marta Rollandin
  162. Susanna Luciano
  163. Michele Lonati
  164. Adriana Garabello Varvello
  165. Giovanni Mainetto
  166. Guglielmo Vacirca
  167. Jacopo Ristori
  168. Ferruccio Cerutti
  169. Mario Cozzo
  170. Dimitri Buracco Ghion
  171. Patrizia Scandurra
  172. Francesco Garetto
  173. Vittoria Roatti
  174. Pierfranco Cavazzuti
  175. Laura Codeca’
  176. Claudia Angiolini
  177. Andrea Barsanti
  178. Daniela Giannecchini
  179. Danila Buttacavoli
  180. Letizia Debetto
  181. Pierluigi Franchini
  182. Marina Bertelloni
  183. Paola Bertotto
  184. Giuseppe Misuraca
  185. Roberto Taverna
  186. Gianna Bosio
  187. Chiara Flora Bassignana
  188. Alessandro Girodo
  189. Bruno Guazzo
  190. Claudio Berna
  191. Stefano Toninelli
  192. Casini Rossana
  193. Malayka Picchi
  194. Nicola Giovanni Sitta
  195. Giovanni Senes
  196. Fausto Bonafede
  197. Giovanni Balma
  198. Viola Massobrio
  199. Achille Zuchegna
  200. Maila de Bianchi
  201. Riccardo Cecchini
  202. Alison Frank
  203. Ernesto Guglielminetti
  204. Roberto Nannetti
  205. Giovanni Bruno
  206. Simonetta Ghezzani
  207. Laura Ulivieri
  208. Federico Giusti
  209. Giacinto Nudi
  210. Stefania Briganti
  211. Valdimiro Demi
  212. Cerri Debly
  213. Laura Zaccherini
  214. Tommaso Nozzolini
  215. Luciano Zaccherini
  216. Eleonora Micheletti
  217. Fabrizio Favale
  218. Annalisa Nozzolini
  219. Enrico Zaccherini
  220. Giulia Modesti
  221. Camillo Franchini
  222. Michele Girlanda
  223. Alberta Tellarini
  224. Stefano Ciacchini
  225. Paolo Fagiolini
  226. Guido Nassi
  227. Donatella Salcioli
  228. Mina Canarini
  229. Riccardo Ricci
  230. Tommaso Fornai
  231. Francesco Carreras
  232. Matteo Cioli
  233. Daniele Iannello
  234. Paolo del Chicca
  235. Herta de Cezaro Cavaler
  236. Claudia Nicolini
  237. Gilberto Vento
  238. Stefano Petroni
  239. Nedo Ricci
  240. Alberto Turini
  241. Sergio Bellagamba
  242. Alessandro Puccinelli
  243. Mauro Rubichi
  244. Carla Superbi
  245. Bocchero Alessandro
  246. Mosconi Maria Grazia
  247. Luana Landucci
  248. Gensini Giacomo
  249. Sonia Froli
  250. Stefania Sanguigni
  251. Carlo Nannipieri
  252. Giuliano Macchi
  253. Alba Ambrogini
  254. Giovanna Corcitto
  255. Maria Luisa Moni
  256. Antognoli Michele
  257. Clara D’Ercole
  258. Niva Bruni
  259. Giorgio Carpi
  260. Lami Silvio
  261. Stefano Carboni
  262. Ilicia di Ienno
  263. Fabrizio Costanzo
  264. Marco Carioni
  265. Andrea Vento
  266. Giovanni Bertanza
  267. Silvia Rinaldi
  268. Martina Battaglia
  269. Elena Lancellotti
  270. Michelangelo Roncella
  271. Galileo Magnani
  272. Noemi Tornadore
  273. Silvano Marchiori
  274. Paolo Pantini
  275. Giuseppe Luperi
  276. Michela Baglini
  277. Carlo Maria Legittimo
  278. Vilma Manno
  279. Antonio Moretti
  280. Sonia Bottai
  281. Chiara Macchi
  282. Silvia Rosa
  283. Linda Macchi
  284. Maya de Leo
  285. Elisa Carletti
  286. Siro Nicolazzi
  287. Francesca Iacoviello
  288. Annalisa Lo Iacono
  289. Elena Fantoni
  290. Marco Dinetti
  291. Pietro Mazzola
  292. Rosario Schicchi
  293. Giuseppe Bazan
  294. Gianniantonio Domina
  295. Angelo Troìa
  296. Anna Scialabba
  297. Patrizia Campisi
  298. Vivienne Spadaro
  299. Manlio Speciale
  300. Emilio Di Gristina
  301. Graziana Fiorini
  302. Andrea Andreucci
  303. Roberto Venanzoni
  304. Annastella Gambini
  305. Gabriele Galasso
  306. Vincenzo De Feo
  307. Andrea Bertacchi
  308. Salvatore Valenziano
  309. Giovanni Buccomino
  310. Stefano Martellos
  311. Alessandro Alessandrini
  312. Maria Lucia Leporatti
  313. Adriano Stinca
  314. Associazione Vivai ProNatura (S. Giovanni Milanese)
  315. Meri Gini
  316. Giovanni di Modica
  317. Michele Aleffi
  318. Ugo Macchia
  319. Carmine Santoro
  320. Gabriele Greco
  321. Sandro Lovari
  322. Paolo Grossoni
  323. Carlo Console
  324. Luigi Lenzini
  325. Salvatore Fasulo
  326. Pietro Paolo Fanciulli
  327. Giulia Graziosi
  328. Alberto Ferretti Cagli
  329. Filippo Castellucci
  330. Stefano Tasinazzo
  331. Cristiano Bolognese
  332. Giacomo Marchionni
  333. Giorgio Valli
  334. Domizia Donnini
  335. Tommaso Renieri
  336. Donato A. Grasso
  337. Claudia Ricci
  338. Marina Cobolli
  339. Davide Csermely
  340. Maria Balsamo
  341. Andrea Pilastro
  342. Giovanni Santangelo
  343. Vincenzo Gonnelli
  344. Maria Speranza
  345. Alessio Papini
  346. Elena Zappa
  347. Giovanni Bernardini
  348. Fabrizio Buldrini
  349. Pietro Passerin d’Entrèves
  350. Francesco Bracco
  351. Paolo Crosti
  352. Giulia Viotti
  353. Carlo Del Prete
  354. Sara Setti
  355. Giovanni Tosatti
  356. Dario Buttazzo
  357. Francesco Spada
  358. Silvio Frattini
  359. Giovanna Anceschi
  360. Mario Innamorati
  361. Vezio Cottarelli
  362. Dario Cinefra
  363. Vincenzo Parrino
  364. Annamaria Zoppini
  365. M. Antonio Todaro
  366. Rossella Pistocchi
  367. Michele De Gioia
  368. Federica Fabietti
  369. Carlo Ferrari
  370. Giuseppe Venturella
  371. Claudio Leto
  372. Salvatore Tudisca
  373. Livio Torta
  374. Filippo Sgroi
  375. Aldo Todaro
  376. Maroua Jalloul
  377. Loris Franco
  378. Daniele Accursio Nicolosi
  379. Valeria Schimmenti
  380. Lucio Sidoti
  381. Antonio Comparetti
  382. Marco Albiso
  383. Virginio Caleca
  384. Stefano Colazza
  385. Carmelo Dazzi
  386. Federico Maetzke
  387. Vincenzo Bagarello
  388. Giuseppe Provenzano
  389. Silvio Fici
  390. Lorenzo Gianguzzi
  391. Maurizio Sarà
  392. Francesco Giuseppe Carollo
  393. Cristian Conoscenti
  394. Sebastiano Cullotta
  395. Tommaso La Mantia
  396. Donato La Mela Veca
  397. Giuseppe Lo Papa
  398. Gabriella Lo Verde
  399. Marco Cantonati
  400. Franca Raponi
  401. Silvia Bertini
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